giovedì 6 novembre 2014

Pubblico impiego

ParlamentoLa Corte dei Conti ha inflitto una condanna esemplare alla docente di educazione fisica per i gravi danni riportati da un’alunna durante la lezione. Infatti, dopo tutta una serie di cause e ricorsi, a distanza di oltre un quarto di secolo, è arrivato alla professoressa il salasso in favore del Ministero dell’Istruzione: 3.998.417,50 euro oltre interessi legali.


È stata definita una pronuncia storica almeno sotto il profilo risarcitorio, quella presa dalla Corte dei Conti, Sezione Lazio, il 28 ottobre 2014, dove è stata riconosciuta la responsabilità erariale della professoressa negligente. Per chi volesse approfondire la vicenda specifica legga l’intero contributo pubblicato da “Il Quotidiano della Pubblica Amministrazione”.


Mentre per quanto riguarda il mio punto di osservazione in merito a questa decisione giurisprudenziale è un altro. Ovverosia mi chiedo se la stessa possa essere presa da esempio per perseguire almeno sotto il profilo economico (visto come spesso finiscono i procedimenti penali, tra prescrizioni e varie escamotage, seppur legali) i comportamenti a dire poco superficiali di taluni appartenenti alla Pubblica Amministrazione (in ogni ambito), dei quali (a differenza di tanti altri ligi e corretti) quasi a cadenza quotidiana ne apprendiamo, attraverso i media, le incomparabili “performance”.