lunedì 1 giugno 2020

Parcheggiatori abusivi

A proposito di comportamento deviante, è ascrivibile il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei confronti del parcheggiatore abusivo che, con violenza o minaccia, pretenda il pagamento di un compenso per tale illecita attività, e dunque laddove oltre alla richiesta del pagamento di somme di danaro «si accompagni anche la rappresentazione di un male futuro alle cose od alla persona». Ebbene, nel caso in esame, dalla pacifica ricostruzione dei fatti contenuta nelle sentenze di primo e secondo grado, risulta che la richiesta dell’imputato «veniva formulata in relazione all'ingiusto profitto costituito dal lucrare un compenso non dovuto dalla commercializzazione di quel posto auto» (Cassazione, II Sezione Penale, Sentenza 16030/2020).

sabato 30 maggio 2020

Sottrazione di minore

L’articolo 574-bis del Codice penale (Sottrazione e trattenimento di minore all'estero) stabilisce che "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all'estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale" (corsivo aggiunto). Ebbene, la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 102/20 del 06.05.2020, pubblicata il 29.05.2020, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell’art. 574-bis, terzo comma, del Codice penale, nella parte in cui prevede che la condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di sottrazione e mantenimento di minore all'estero ai danni del figlio minore comporta la sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale, anziché «la possibilità per il giudice di disporre la sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale» (corsivo aggiunto).

giovedì 28 maggio 2020

Responsabilità genitoriale

Oggi torno sul concetto della responsabilità in capo ai genitori per le azioni illecite commesse dalla prole. Il fatto di causa ha riguardato un adolescente riconosciuto colpevole per aver incendiato una proprietà di terzi. Un ragazzo al quale da tempo gli erano state diagnosticate «tendenze a comportamenti anomali, ed in alcuni casi rivolti al danneggiamento» e che per tali motivi i giudici avevano posto l’accento sul fatto che «l’attenzione dei genitori avrebbe dovuto essere maggiore del normale controllo che si esercita sui figli». Ebbene, il punto per cui si è proceduti in sede civile è scaturito dal fatto che i genitori avevano omesso di rappresentare tale problematica comportamentale alla compagnia di assicurazioni con cui avevano stipulato una polizza «per la copertura dei danni causati dai membri della famiglia, e dalla quale dunque pretendevano di essere garantiti in caso di condanna al risarcimento». Giunti al terzo grado di giudizio, la cassazione ha ribadito che l’omissione di cui trattasi «è da ritenersi rilevante ai fini della copertura assicurativa», e che «l’onere di denuncia delle circostanze rilevanti (tra queste la malattia) sorge solo se l’assicurazione manifesti interesse a conoscere gli stati rilevanti che possano condizionare il suo impegno contrattuale, interesse che è validamente e sufficientemente manifestato attraverso un generico questionario, volto a stimolare la dichiarazione della controparte». Sicché, «la predisposizione di un questionario da parte dell’assicuratore, benché non abbia la funzione di tipizzare le possibili cause di annullamento del contratto di assicurazione per dichiarazioni inesatte o reticenti, evidenzia tuttavia l’intenzione dell’assicuratore di annettere particolare importanza a determinati requisiti e richiama l’attenzione del contraente a fornire risposte complete e veritiere sui quesiti medesimi (…), cosi che è sufficiente che l’assicuratore chieda all'assicurato di denunciare ogni possibile situazione che possa aumentare il rischio o concretizzarlo del tutto» (Corte di Cassazione, Sez. III Civile, Ordinanza n. 8895/20). In sintesi, ciò che a me preme rilevare nel caso qui esaminato, è che non è sufficiente, come erroneamente taluni credono, premunirsi di copertura assicurativa per ovviare ad un impegno di responsabilità diretta da parte dei genitori quali rappresentati dei figli minorenni.

sabato 23 maggio 2020

Capaci 1992-2020

In ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della scorta, dilaniati per mano di Cosa nostra (23 maggio 1992).

giovedì 21 maggio 2020

Discriminazioni sul lavoro

Sul principio di uguaglianza tra donne e uomini in tema di assunzione lavorativa. Costituisce un comportamento discriminatorio dichiarare non idonea una persona per deficit staturale partecipante alla procedura di selezione per l’assunzione di personale dipendente di un’azienda. Infatti, per costante orientamento giurisprudenziale, «in tema di requisiti per l’assunzione, qualora in una norma secondaria sia prevista una statura minima identica per uomini e donne, in contrasto con il principio di uguaglianza, perché presupponga erroneamente la non sussistenza della diversità di statura mediamente riscontrabile tra uomini e donne e comporti una discriminazione indiretta a sfavore di queste ultime, il giudice ordinario ne apprezza, incidentalmente, la legittimità ai fini della disapplicazione, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni». Nel caso in esame, è stata annullata la sentenza impugnata rinviando alla Corte d’Appello, in diversa composizione, anche per le spese (Cassazione Civile, Sez. Lavoro, Ordinanza gennaio/aprile 2020, n. 8167).