sabato 16 maggio 2020

Falso nummario

Anche oggi propongo una vicenda per certi versi singolare, si tratta di una condanna comminata ad una persona per aver pagato un addetto alle consegne di una pizzeria con moneta contraffatta. Il fatto curioso, se così lo si può definire, è che la banconota data in pagamento non solo era priva di filigrana, ma consisteva in una semplice fotocopia a colori e tagliata anche male, cioè irregolare. Tuttavia, i giudici hanno ribadito il principio secondo cui l’esclusione dell’ipotesi delittuosa ricorre solo quando il falso sia riconoscibile a colpo d’occhio dalla generalità delle persone, vale a dire «espressa dall'uomo qualunque di comune esperienza, ed il relativo giudizio va riferito non solo alle caratteristiche oggettive della banconota, ma anche, in considerazione del normale uso delle stesse, alle modalità di scambio ed alle circostanze nelle quali esso avviene». Nel caso in esame, le doglianze difensive avevano tentato inutilmente di fare leva sia sulla grossolanità della contraffazione, sia che la banconota in questione era stata data in pagamento a soggetti in genere abituati a valutare la genuinità delle banconote (Cass. Pen. V Sez. 15122/20).